Di tutte le richieste che arrivano su un bagno, la più frequente non è "voglio rifarlo": è "voglio togliere la vasca". Le ragioni sono quasi sempre due, e spesso convivono. La prima è pratica: una vasca occupa il posto di una doccia comoda in un locale che di spazio non ne ha. La seconda è che scavalcare un bordo alto cinquanta centimetri, a una certa età o con un problema di mobilità, smette di essere un gesto neutro.

Cosa c'è sotto una vasca

La vasca è la parte facile: si stacca, si porta via, in poche ore non c'è più. Il lavoro vero inizia dopo.

Sotto una vasca installata vent'anni fa si trova spesso un massetto che non è mai stato impermeabilizzato, perché non serviva: l'acqua restava dentro la vasca. Nel momento in cui al suo posto arriva una doccia, quella superficie diventa una zona bagnata a tutti gli effetti e va trattata come tale. Serve una guaina impermeabilizzante che risalga sulle pareti, con particolare cura negli angoli e attorno allo scarico.

È un passaggio invisibile a lavoro finito, ed è esattamente per questo che è il primo a essere tagliato dai preventivi più aggressivi. Un'infiltrazione verso il piano di sotto si manifesta mesi dopo, quando ormai l'impresa non c'è più.

L'altra cosa che si trova sotto la vasca è lo scarico, quasi sempre in una posizione che andava bene per la vasca e non va bene per la doccia. Riposizionarlo richiede di lavorare sul massetto, e qui la fattibilità dipende dallo spessore disponibile: in alcuni appartamenti bisogna scegliere tra un piatto doccia leggermente rialzato e un intervento più invasivo sul pavimento.

Piatto a filo o piatto appoggiato

La doccia a filo pavimento è quella che tutti hanno in mente: nessun gradino, continuità visiva, e per chi ha problemi di mobilità è l'unica soluzione che risolve il problema alla radice.

Richiede però spazio sotto il piatto per lo scarico e la pendenza, e non tutti i solai lo consentono. Quando non c'è, un piatto in resina o in gres di spessore ridotto, appoggiato con un gradino di due o tre centimetri, è una soluzione onesta: non è la stessa cosa, ma è infinitamente meglio del bordo della vasca.

Diffida di chi promette il filo pavimento senza aver misurato nulla.

Il limite di cui nessuno parla: le piastrelle

Il vero motivo per cui molte trasformazioni vasca in doccia deludono non è tecnico, è estetico.

Rifacendo solo la zona della vasca, si crea una parete nuova accanto a un rivestimento esistente. Se il bagno è stato piastrellato quindici o vent'anni fa, quel modello non esiste più in commercio, e anche trovando qualcosa di simile il colore non coincide: le piastrelle vecchie hanno preso luce e detersivi per anni.

Ci sono due strade oneste. La prima è accettare lo stacco e trasformarlo in una scelta: una zona doccia dichiaratamente diversa, con un materiale che contrasta invece di provare a mimetizzarsi. La seconda è approfittarne per rifare l'intero rivestimento, che sposta l'intervento verso una ristrutturazione completa ma restituisce un bagno coerente.

Quando conviene fare tutto

Ha senso allargare l'intervento a tutto il bagno quando ricorre almeno una di queste condizioni:

  • l'impianto elettrico è vecchio e andrebbe comunque adeguato;
  • il pavimento presenta crepe o distacchi;
  • vuoi cambiare anche i sanitari o il mobile;
  • il rivestimento esistente è talmente datato che il raccordo sarà evidente ovunque.

Il ragionamento da fare è semplice: se in un intervento parziale finisci comunque per aprire il pavimento e toccare gli impianti, il costo aggiuntivo per completare l'opera è proporzionalmente basso. La differenza principale sarà nei giorni di cantiere, non nel prezzo al metro.

Il tema accessibilità

Se il motivo della trasformazione è la sicurezza di una persona anziana, vale la pena progettare l'intervento fino in fondo invece di limitarsi a togliere la vasca:

  • pavimento antiscivolo con classificazione adeguata, non solo "opaco";
  • maniglione fissato nella muratura, non nel cartongesso, posizionato dove serve davvero;
  • seduta ribaltabile, che serve a chi non riesce a stare in piedi a lungo;
  • miscelatore raggiungibile da seduti, che sembra un dettaglio e non lo è;
  • porta che apre verso l'esterno, se lo spazio lo consente, per non restare bloccati in caso di caduta.

Sono accorgimenti che costano poco se pensati prima e molto se aggiunti dopo.


In conclusione

Trasformare la vasca in doccia è uno dei pochi interventi sul bagno che dà un risultato sproporzionato rispetto alla spesa, a patto di non trattarlo come una sostituzione di un oggetto con un altro. Quello che si compra non è il piatto doccia: è l'impermeabilizzazione fatta bene sotto. Se vuoi capire cosa comporta nel tuo caso, il sopralluogo è gratuito e serve esattamente a questo.